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Il conto salato dell’emergenza

Decine di migliaia di persone senza lavoro per due mesi o più. Fiera, aeroporto Marconi e Fico fermi e con il personale in cassa integrazione. Hotel vuoti, turisti in fuga, pizzerie, bar e negozi spenti da settimane. Quella che sembrava una crisi lontana, destinata al più a colpire i ristoranti cinesi si è rivelata una minaccia economica assai vicina. L’abbiamo vista manifestarsi sotto casa e ora minaccia tutto l’occidente. Ecco come si è sviluppata a macchia d’olio fino a rischiare di bruciare, secondo il segretario della Cgil Maurizio Lunghi, il 15-20 per cento della ricchezza. Se le cose andranno così il coronavirus rischia di portarsi via una cifra compresa tra i 24 e i 36 miliardi di euro. Come dire: lo stipendio annuo di più di un milione di emiliano romagnoli. Perciò occorrono le azioni «poderose» dei governi e anche dell’Europa

Articolo uscito su Quindici, la rivista bisettimanale del Master in Giornalismo dell’Università di Bologna, il 19 marzo 2020.

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